FIRENZE

20/03/2017

Commercio all'ingrosso ed e-commerce: l'integrazione e la crescita

Commercio all'ingrosso ed e-commerce: l'integrazione e la crescita


Commercio all’ingrosso ed e-commerce: l’integrazione e la crescita

L’analisi sull’incremento del commercio all’ingrosso dopo l’arrivo di Internet e le potenzialità espresse dall’e-commerce

Tempo fa sembrava quasi impossibile che un settore d’impresa come il commercio all’ingrosso potesse intrecciarsi con Internet e indossare le vesti di e-commerce, eppure durante gli ultimi dieci anni si è assistito ad un processo di integrazione e crescita simbiotica. Ma c’era da aspettarselo dal mercato del trade. Grossisti, rivenditori, distributori oltre ad essere commercianti sono diventati col tempo degli utenti di Internet a causa della profonda incursione del web all’interno delle nostre vite: sono persone che si sono abituate a navigare nei canali telematici per cercare informazioni, per svago, contemporaneamente alla diffusione dei dispositivi quali smartphone e tablet a un prezzo d’acquisto decisamente più conveniente rispetto ai primi modelli. Fondamentalmente, dopo avvenimenti di questo genere, dopo cambiamenti degli usi e costumi del customer medio, si è avuta la netta sensazione che il mondo del commercio era in mutamento e che sistemi come l’e-commerce non dovevano essere visti in maniera ostile, ma come un sistema di integrazione e di valore complementare all’esperienza d’acquisto del consumatore.

B2B e B2C, ingrosso e dettaglio

Business To Business e Business To Customer volendo semplificare il mondo del cybermercato, sono i due grossi blocchi dove si collocano rispettivamente il commercio all’ingrosso e il commercio al dettaglio: il commercio B2B è quello interaziendale, che mette in relazione grossisti e distributori, mentre B2C è direttamente rivolto al mercato del consumatore. Le due sfere sono interconnesse tra loro proprio come nelle realtà e si caratterizzano di diverse peculiarità che li diversificano in altrettanti aspetti: ad esempio, nel B2B le condizioni di pagamento sono personalizzate e spesso prorogate a 30, 60, 90 giorni mentre nel B2C i pagamenti sono immediati e con PayPal, carte di credito eccetera eccetera; oppure, nell’ordine di un acquisto un cliente B2B non potrà mai comprare una sola cosa come nel B2C, ma almeno un lotto relativo a quel determinato prodotto. Queste due sfere si strutturano, si distaccano, ma allo stesso tempo si intersecano in molti punti e uno dei più importanti è quello delle spedizioni. Inutile specificare che qualsiasi cosa venga comprata online va incontro a un processo di spedizione con tutte le conseguenze del caso: affidarsi a un corriere, avere un sistema della tracciabilità dei prodotti, servizi di customer care e rimborsi per eventuali danneggiamenti. Insomma, con l’avvento dell’e-commerce si è avuto un forte impulso nel settore della logistica: le aziende cercano strutture capaci di conservare i propri prodotti e anche a procedere con le spedizioni. Questo ha dato vita a diversi cambiamenti, ad esempio le aziende di logistica si sono adoperate per la messa in sicurezza delle transazioni commerciali telematiche agevolandole anche con nuovi sistemi di pagamento flessibili. Nell’ambito del mercato virtuale, in generale, si è assistito all’abbattimento di alcuni costi derivati dalla disintermediazione, e cioè la sparizione di alcune figure come buyer, concessionari, agenti e rappresentanti. Tutto ciò è corrisposto a una “sostituzione” di queste figure con l’inserimento di nuovi intermediari come infomediari e cybermediari, nonché un ampliamento dei servizi di assistenza al cliente.

La crescita a livello globale del commercio B2B

Il commercio all’ingrosso globale si è tramutato parzialmente in commercio elettronico e ne ha subito le logiche conseguenze in termini di cambiamenti. Questi per definizione si basa strettamente sul rapporto informatizzato con gli utenti finali, i quali arrivano a ciò solo grazie ad un’adeguata strategia di marketing multicanale e Sistemi gestionali Integrati(tra i più importanti ERP, Enterprise Resource Planning): il primo, capace di arrivare a nuovi bacini d’utenza con l’ausilio di Social Media fidelizzando il cliente e tenendolo costantemente informato sui propri prodotti, il secondo, in grado di integrare nei propri sistemi questi  importanti aspetti per la vita dell’azienda. Il mercato è quindi cambiato: si pensi che il 90% dei potenziali clienti B2B utilizza internet e che il 73% del traffico aziendale passa per i motori di ricerca, condizioni che influenzano le decisioni di acquisto quasi nel 60% dei casi. Attualmente si calcola che il mercato globale del B2B sia incrementato e che sia quantificabile a 2 trilioni di dollari, numeri in graduale aumento dal 2012 e cresciuti nel corso degli anni grazie all’entrata prepotente di mercati come quello brasiliano e cinese (basti pensare che il colosso Alibaba Group è valutato tra i 60 e i 100 miliardi di dollari). L’e-commerce B2B copre più dell’11% delle transazioni online, una tendenza che ha raddoppiato il mercato B2B e-commerce rispetto al B2C.

Come procede in Italia il B2B?

L’e-commerce in Italia è stimato intorno ai 20 miliardi di euro: le stime del Consorzio del Commercio Elettronico Italiano parlano di quanto sia cresciuto il B2B nella nostra nazione, quasi raddoppiando il numero di siti in un solo anno (7.000 nel 2015, 11.500 nel 2016). Le cifre, però, sono ancora lontane dalle medie europee, infatti le imprese italiane che vendono online sono intorno al 7% di quelle totali mentre in Europa si parla quasi del 20%. C’è quindi una crescita, una forte convinzione nell’imprenditoria nostrana di affidarsi e allinearsi ai nuovi strumenti del web, confortata dagli ottimi guadagni nonostante la condizione, quella attuale, di avvio e di lancio verso il mondo e-commerce, e forte del potenziale del Made in Italy, tra il più ricercato al mondo.

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